LE NOSTRE FELICITà (ED INFELICITà)

Recentemente ho letto un interessantissimo articolo sulla rivista Elle. Si parlava di felicità (ed infelicità) e di altri aspetti legati alla sfera femminile emersi da una ricerca tra più di 30.000 donne di 45 Paesi diversi. Vediamo insieme qualche risultato:

  • Le donne più felici vivono in Canada, Quebec, Australia, Norvegia, Giappone, Olanda, Finlandia, Slovenia e Danimarca (a dimostrazione che lo stile hygge porta davvero dei risvolti positivi nella vita quotidiana).
  • Il 61% delle donne italiane dichiara di essere infelice (50% è “non così felice”, 11% è del tutto infelice).
  • La famiglia resta la principale motivazione di felicità, anche se solo per il 35% delle intervistate italiane. Seguita dalla vita sociale (23%) e dall’amore/sesso (solo per il 17%).
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MONTESSORI PER I GENITORI - IL LIBRO Più SEMPLICE CHE HO LETTO SU QUESTO METODO EDUCATIVO

Chi più, chi meno, ma sono sicura che quasi la totalità di noi genitori si è avvicinata, interessata e documentata riguardo al metodo Montessori.

 

Io, personalmente, l’ho fatto facendo varie domande ad una mia amica educatrice e leggendo libri; libri che, però, non sempre mi hanno chiarito al meglio come interpretare questo filone educativo e, soprattutto, come applicarlo nella piccola quotidianità casalinga.

 

Fino a quando ho letto “Montessori per i genitori” di Nicoletta Cola, docente ed educatrice montessoriana da oltre venti anni, e Antonella di Marco, psicologa della relazione educativa dal 1991 (EPC editore). È un libro breve e veloce da leggere che ha come obiettivo quello di trasmettere delle proposte pratiche per bambini da 0 a 3 anni che permettano di applicare il metodo a casa, in tutta semplicità e serenità.

 

E lo fa ricordandoci che, per realizzare un ambiente stimolante e consono allo sviluppo dei bambini, non è necessario fare chissà cosa né acquistare particolari mobili o giochi costosi. Ci sono moltissime attività, infatti, che si possono fare semplicemente riciclando materiali usati e con il metodo del fai da te!

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ZECCHE, PERCHè QUESTO INSETTO FA PAURA

Diciamocelo, per gli insetti è dura provare attrazione, tutti, non ne salvo nessuno. Ma c'è un insetto in particolare che ogni estate mi fa venire la pelle d'oca e scatena in me l'ansia di controllo dopo ogni passeggiata... e questo signori e signore è un vero mostro! La zecca!

 

Perché la zecca e non il maggiolino o la cavalletta? Perché la zecca è pericolosa, può trasmettere non una, ma tante malattie, due delle quali possono essere molto pericolose, soprattutto nei bambini perché sono asintomatiche o danno sintomi simili a una banale influenza.

 

La zecca dei nostri boschi trentini non è innocua, per niente, e chi vi dice il contrario vi sta mentendo! Questo vero mostro zannuto e succhiasangue, a differenza della zanzara, è subdolo! Quando morde, inietta un anestetico locale che non fa sentire la puntura, ha dimensioni spesso talmente piccole da non essere vista bene se non con una lente di ingrandimento (le larve sono grandi 1 mm) e intanto si pappa le vostre meravigliose cellule del sangue indisturbata, spesso nascosta in zone dove non guardiamo molto... inoltre simpaticamente, mentre mangia, vista la foga, rigurgita e può buttare dentro al nostro circolo questi simpatici mostriciattoli microscopici (batteri e virus) che trasporta dagli animali parassita nel bosco.

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CON PETIT FERNAND IDENTIFICHI TUTTO E NON PERDI Più NULLA!

E anche la nostra prima colonia estiva è conclusa! Che bellissima esperienza, Lavinia andava ogni giorno con il sorriso, anche perché la settimana era ricca di attività davvero coinvolgenti: orienteering, trote, pompieri, gita in cabinovia alla scoperta del bosco e tantissimi giochi e lavoretti!

 

Una nuova esperienza da aggiungere alle altre nostre prime volte, custodite dentro al cuore! 💕

 

Come sempre, la più emozionata ero io! Da settimane ero già in agitazione da organizzazione…. et voilà, una splendida occasione per fare shopping online su Petit-FernandEra da molto che seguivo tutti i loro prodotti e finalmente avevo la scusa perfetta per andare di PayPal 😅😉

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SVEZZAMENTO: COSA FARE SE?

Dopo il pezzo introduttivo sullo svezzamento e l'alimentazione complementare e quello riguardante il quando e cosa dare al nostro bambino, vediamo COSA FARE SE...

 

Cosa fare se non mangia dal cucchiaino?

Fa lo stesso, provate a dargli qualche pezzetto ben cotto e lasciatelo manipolare! Se non vi fidate, tritate tutto e lasciatelo sperimentare.

 

Cosa fare se siete maniaci della pulizia?

Beh, o vi comprate un cane che lecchi tutto il pavimento, oppure ve la mettete via! Da che mondo è mondo i bambini sporcano i pavimenti. Inoltre a 5-8 mesi c’è quella fase in cui buttano per terra ogni cosa mentre la guardano cadere dall’alto e aspettano che voi facciate qualcosa (tirarla su) per capire il nesso di causalità (io getto – lei tira su)… e faranno così 100-130 volte a pasto… ripeto mettetevela via! Si può optare per un panno, tipo tovaglia di plastica, da mettere sotto il seggiolone e a fine pasto raccogliete tutto. Vi da fastidio buttare via? Torniamo alla prima opzione: compratevi un cane 😜

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SVEZZAMENTO ED ALIMENTAZIONE COMPLEMENTARE: FACCIAMO CHIAREZZA! (PARTE 2)

Dopo aver condiviso nel primo pezzo che la prima primissima regola è Relax Stiamo Tutte Serene, vediamo oggi quando è il momento migliore per iniziare lo svezzamento e con quali alimenti!

 

Quando si può cominciare ad introdurre alimenti differenti dal latte?

Si inizia quando il bimbo è pronto (e anche la mamma), ovvero quando:

  • mostra interesse per il cibo presente a tavola o che avete in mano;
  • sa stare seduto da solo (o per lo meno semi-seduto… avete mai provato a mangiare da coricati?);
  • è in grado di manipolare le cose con il pugnetto, nel caso in cui decidiate di partire subito con pezzetti di cibo;
  • ha perso il riflesso di estrusione per cui, se gli mettete in bocca un cucchiaio o qualsiasi cosa, lo sputa fuori con la lingua.
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SVEZZAMENTO ED ALIMENTAZIONE COMPLEMENTARE: FACCIAMO CHIAREZZA! (Parte 1)

Il titolo di questo mio post è volutamente provocatorio… Perché nella realtà delle cose, svezzamento ed alimentazione complementare sono esattamente la stessa cosa!

 

Nel resto del mondo non esiste la nostra parola ’svezzamento’, viene usata solamente qui in Italia e oramai sui social, sui siti di blogger, persino sulle tanto odiate chat dei genitori, nominare la parola ‘svezzamento’  non sta per nulla bene… molto meglio parlare di autosvezzamento, termine che però è odiato da altrettanti genitori, perché si sentono incapaci se non stanno alle ferree regole dettate dalla rete e dai siti che lo propongono. Attenzione a non dire alle altre mamme che state facendo le pappette a vostro figlio, oltre a fare la figura della donna delle caverne, fuori dal mondo, verrete additate come troglodite che stanno mettendo a repentaglio la vita del proprio figlio.

 

Normale solidarietà femminile… ;-)

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ANDARE AL MARE SOLA CON BAMBINI SI PUò. FORSE. ANCHE NO

Evviva finalmente si parte. Destinazione mare. Io, voi e il sole.

 

Una quattrenne. Eccitata, ma placabile.

Un duenne. È chiaramente lui la vera minaccia di tutto questo progetto.

Un appartamento.

Un mac. Chi si ferma è perduto, il marketing non perdona. E nemmeno i miei soci uomini 😜

Un passeggino da combattimento. Quello serio e fico in macchina è matematico che non ci entra.

Un marsupio. Perché la quattrenne, per quanto montagnina sia, dopo un po’ dichiara fermamente di non voler più camminare.

Pranzi e cene congelati su gentile omaggio della nonna (santa sempre subito).

Giochi. Strategici e possibilmente unisex.

 

Piano da combattimento: sveglia - mare - pranzo - sonnellino - piscina - doccia - giretto in centro - giostrine - cena - nanna - lavoro.

 

Fantastico. È tutto molto bello e fattibile, davvero.

 

Bene. Ora che sono tornata a casa e ho realizzato di essermi notevolmente sovrastimata quale super mamma eroina dai mille poteri, una di quelle mamme stimatissime ed applaudite dal pubblico, ecco la mia verità: esaurimento e stanchezza. Sono queste le parole chiave che riassumono 14 giorni al mare con due marmocchi scatenati.

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FACCIAMOLI BACIARE DAL SOLE!

L’estate è arrivata e le giornate soleggiate diventano sempre più calde, così ci si può scoprire e lasciare respirare tutto il corpo. Il sole è un potente alleato per il benessere psico-fisico, ancora di più quando finalmente possiamo scoprirci e liberare braccia, collo, gambe dagli strati di tessuti che li coprono 9 mesi l’anno (almeno qui in Val di Fiemme!).

Oltre a migliorare l’umore e a scaldarci, il sole ha un’importantissima funzione: la sintesi di vitamina D!

 

Quali sono i benefici della Vitamina D

Si tratta di una vitamina molto importante, poiché aumenta le difese immunitarie specifiche (‘attiva’ infatti i linfociti T), è insieme ad altri ormoni, responsabile dell’assorbimento del calcio a livello intestinale, riduce l’infiammazione e il rischio di malattie sia autoimmuni che degenerative cerebrali e riduce il rischio cardiovascolare, oltre a liberare serotonina (ormone della felicità ndr). La sua carenza, può provocare nei bambini rachitismo e osteomalacia, nell’adulto riduzione del tono calcico dell’osso fino alla osteoporosi conclamata. Può inoltre aumentare il rischio di malattie degenerative negli anziani (Demenza di Alzheimer) e aumentare il rischio di sclerosi multipla.

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TALCO NON TALCO

Che amo il mare ormai lo avete capito... però un aspetto fantastico della mia valle Trentina è senza ombra di dubbio l'assenza di zanzare! Qui al mare, invece, occorre trovarsi pronte ed attrezzate per affrontare le punture ed il sudore tra i rotolini di ciccia dei nostri piccoli omini Michelin!

 

E' già da qualche anno che uso "Talco non talco" di Fiocchi di riso, un'emulsione fluida che si stende come una crema, ma che lascia immediatamente la pelle asciutta.

 

Non contiene talco, né paraffina, né parabeni e la sua formula a base di sostanze naturali (olio e amido di riso, calendula e olio di oliva) agisce sulla termo-regolazione cutanea, regolando sudore e odori... perfetta quindi per tenere lontane le zanzare (pur non essendo un repellente chimico!).

 

Vediamo insieme come utilizzarlo:

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IL SEGGIOLINO PORTATILE MINICHAIR

Quante volte andiamo in un ristorante e non hanno seggioloni per bambini? E magari non c’è neppure spazio per il passeggino. Per non parlare poi del momento vacanza e di tutti gli accessori “indispensabili” per i nostri bambini.

 

Così un giorno, navigando su internet, ho trovato un articolo a prova di vitainperennemovimento. Si tratta di Minichair di Minimonkey, una sorta di fascia in 100% cotone, morbida e flessibile per tenere seduto il bambino sulla sedia, di qualsiasi tipo essa sia.

 

Il sistema di fissaggio è semplicissimo ed è talmente poco voluminosa che, una volta chiusa, ha la dimensione di una mano, quindi è comodissima da tenere sempre nella borsa fasciatoio, senza doversi più preoccupare del momento del pasto.

 

La Minichair si può usare da quando il bambino riesce a stare seduto autonomamente ed il peso del bambino massimo consentito è di 20 kg. Chiaramente, non essendoci cinture come nei seggiolini, bisogna restare sempre vicino al bambino, per evitare che si sbilanci.

 

Ma per il resto, care mamme, è consigliatissimo!!! Io lo porto sempre con me!

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MAMME NEL MEZZO

In Italia è esplosa violentemente la bomba vaccinazioni. E le due fazioni pro e contro vaccino hanno iniziato a dichiarare con forza il proprio pensiero.

 

C’è chi dichiara che sono la salvezza dell’umanità e chi sostiene che sono solo uno strumento farmaceutico per farci ammalare.

C’è chi afferma con fermezza che ci proteggono dalle malattie, e chi si rifiuta di farli perché le malattie ce le fanno venire.

 

E poi ci siano noi, le mamme che stanno nel mezzo.

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VACCINI, OK AL DECRETO LEGGE

Da ieri le vaccinazioni sono tornate ad essere obbligatorie per i bambini da 0 a 6 anni: in assenza di vaccini i bambini non potranno accedere alle scuole materne ed agli asili nido.

 

Le dichiarazioni del Ministro Lorenzin

 "Superare le difformità a livello regionale e dare un' unica linea di indirizzo. Questo l'obiettivo del decreto approvato oggi, con cui abbiamo allargato a 12 le vaccinazioni obbligatorie per l'iscrizione a scuola. Vogliamo aumentare la copertura vaccinale in tutto l'arco della vita del ragazzo.

L'obbligo delle vaccinazioni per l'iscrizione a scuola scatterà dal prossimo settembre per la fascia di età 0-6 anni, ma questa strada dell'obbligo riguarda l'intero arco da 0 a 16 anni anche se con modalità diverse. Da 0 a 6 anni se non si rispetta l'obbligo di vaccinazione il bambino non potrà entrare a scuola.

Nel percorso scolastico si interviene per verificare che la copertura sia avvenuta e laddove non lo sia stato per mettere in campo una serie di misure che siano piuttosto stringenti nei confronti della famiglia e mettano in sicurezza la comunità scolastica. Queste azioni ci permettono di alzare rapidamente il livello di copertura in tutta la comunità e mettere in sicurezza tutta la popolazione.

La scuola avrà l'obbligo di riferire alla Asl la mancata vaccinazione, l'Asl avrà l'obbligo di chiamare la famiglia e dare dei giorni per vaccinare. Se ciò non avviene c'è una sanzione molto elevata. E il controllo avviene ogni anno, non una tantum". 

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PORTAMI SEMPRE CON TE... SECONDA PARTE!

Eccoci, come promesso, dopo aver condiviso qui le ‘regole’ per un vero portare ergonomico con il marsupio veniamo alla croce e delizia del portare: la fascia!

 

Partendo dal presupposto che può capitare: 

1. che vostro figlio non ami stare in fascia! 

2. che gente che incontrate per strada non si faccia gli affari suoi e metta parola dove non dovrebbe (ma questo non succede solo con la fascia!)

3. che i suoceri, nonni, genitori siano in disaccordo con il fatto di portare il bambino perché ‘poi lo vizi’ e ‘nel passeggino con me non ci sta!’ oppure ‘ se lo tieni sempre lì non imparerà mai a camminare’ (la mia prima figlia ha iniziato a camminare a 9 mesi!);

4. se porti con la fascia e non con un marsupio attirerai l’attenzione (di occhi felici, sorridenti e consenzienti, ma anche di sconosciuti che disapprovano e vorrebbero dirti la loro).

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PORTAMI SEMPRE CON TE...

Prima di diventare mamma bis ero mamma, prima di diventare mamma ero moglie, prima di diventare moglie ero medico… ora sono tutte e quattro insieme le cose e continuo a cercare informazioni e a documentarmi con studi scientifici basati sull’evidenza sia per il mio lavoro, che per il mio essere mamma.

 

Una delle cose che ha stimolato particolarmente il mio interesse è stato il babywearing, cioè il ‘portare’ i bambini addosso, che sia con una fascia, un marsupio o qualsiasi altra cosa vi venga in mente (ad esempio il pagne o l’mbotu africano, perché no?).

 

Così, in onore della Settimana Internazionale del babywearing 2017 - #EBW2017 - ecco qui qualche riflessione!

 

In gravidanza, senza tanto informarmi, mi sono presa una fascia elastica, aspettando con ansia che mia figlia nascesse per poterla tenere stretta al mio cuore e farle fare tante nanne tranquilla, oltre che magari fare qualche faccenda di casa… 

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DA MAMMA DI SERIE A, AD UNA DI SERIE B

Se devo scegliere uno degli aspetti più intimi e delicati del mio essere mamma non ho dubbi: è sicuramente il parto. Che nel mio caso sono stati due. Diversi, in tutto. Indimenticabili, per diverse ragioni. Che mi hanno segnato, in forme diverse.

 

Quante volte ho ascoltato mamme discutere su questo tema. Quanti pezzi ho letto in merito al parto naturale, di quanto sia doloroso, lungo, faticoso. Quanti articoli parlano del parto cesareo, facendolo sembrare quasi una scorciatoia e sì, diciamolo, un fallimento.

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FOTO COLLAGE PER INSTAGRAM ADDICTED

Chi non ama le foto? Sono la nostra vita, fissano i nostri ricordi, li fanno riaffiorare e ci permettono di tornare indietro nel tempo ogni volta che vogliamo.

 

E quante volte ci fermiamo a pensare che in fondo è un peccato che con la tecnologia di oggi stampiamo sempre di meno, perché tanto tutte le nostre foto sono alla portata di un click, sul telefono, sul computer o sul tablet.

 

Poi subentra la pigrizia. Siamo sempre così indaffarati, di corsa. Figuriamoci se abbiamo il tempo di selezionare le foto, stamparle o addirittura creare un album.

 

I social, da questo punto di vista, hanno contribuito da un verso ad accentuare questo comportamento, dall'altro ci stimolano sempre più a fare foto e a condividerle.

 

Io, personalmente, amo un sacco Instagram - mammadolomitica - perché è semplice, veloce e visivamente accattivante. Si trovano foto bellissime, che raccontano la vita delle persone, di come interpretano la vita, con quali occhi guardano il mondo.

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SHOPPING ONLINE PER I NOSTRI BAMBINI

Inverno ciao, ci rivediamo tra qualche mese! Il mio umore e un inquietante colorito ringraziano l'arrivo della primavera. La nuova stagione,però, assume un altro temutissimo significato. Sto parlando di una delle peggiori attività casalinghe: il cambio armadio. Per 4.

 

Di positivo c'è che quello dei bambini è - azzarderei dire - piuttosto rapido: crescono talmente in fretta che si salva ben poco da una stagione all'altra.

 

E questo significa fare shopping. E non per noi care mamme.

Però dai, di seguito vi propongo una serie di siti dove tra un body e l'altro, un acquisto anche per noi ci sta! L'elenco, rispetto a questo autunno, è stato aggiornato grazie a suggerimenti di voi mamme!

 

Nella maggior parte di questi portali, inoltre, iscrivendosi, si ottengono dei codici sconto per i primi acquisti!

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"I BAMBINI E IL CIBO", IL LIBRO DI PAOLA MEDDE

Bello, bello, bello.... Le prime parole che mi vengono in mente dopo aver letto tutto d'un fiato il libro “I bambini e il cibo. Strategie pratiche per portare a termine con successo l’educazione alimentare” di Paola Medde.

 

La mattina che Linda mi ha telefonato e mi ha detto:" Ciao Stefania, ho un libro per te sulla nutrizione, ti andrebbe di leggerlo e scrivere una recensione?", ho pensato :"Mannaggia un altro libro sulla nutrizione, e quando lo trovo il tempo di leggerlo?" Ma ho detto sì e ho fatto bene!!! Questo piccolo libricino di 138 pagine (bibliografia e ringraziamenti esclusi 😄) scritto da Paola Medde, psicologa e psicoterapeuta, che da anni si occupa di comportamento alimentare, non vuole essere un ennesimo libro teorico che elenca -come facciamo noi medici- consigli nutrizionali e informazioni per avere una dieta equilibrata e bilanciata (nozioni peraltro ampliamente e forse eccessivamente esposte  sulla rete e in particolare sui social), ma vuole essere un vero e proprio vademecum "pratico" per i genitori che sono in difficoltà con il comportamento alimentare dei propri figli.

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I MIEI 30 ANNI

Mi guardo allo specchio.

 

Ho delle rughe sulla fronte, e cerco di autoconvincermi che sono di espressione.

 

Ho dei capelli bianchi, troppi. Dicono che è genetica, è così? Grazie mamma allora.

 

Ho due occhiaie che mi accompagnano in ogni mia giornata e che non sono capace di coprire neppure con il correttore.

 

E poi ho una cicatrice, che ha la forma di un sorriso. Laggiù, sulla mia pancia. E sorrido anch'io.

 

Ho trent’anni, qualche traguardo e altrettante sconfitte, alcuni rimpianti e pochi rimorsi. Dei dolori con cui devo ancora imparare a convivere, un’infanzia felice e spensierata, angoli di mondo che porto nel cuore e sogni ad occhi aperti alla scoperta del vero viaggio.

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LA NANNA, L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Ciao! Sono Giorgia, mamma di due maschietti e scrivo queste righe pensando a tutte quelle mamme che, come me, hanno capito sulla propria pelle che il sonno del loro bambino non è qualcosa di automatico, ma anche a quelle mamme che questo non lo hanno dovuto capire, perché hanno avuto esperienze migliori!

Scrivo pensando a tutte quelle mamme che nel corso dei mesi hanno fatto i più svariati tentativi per fare dormire il proprio cucciolo, ottenendo gli stessi, pressoché nulli, risultati:

 

Lettino girato verso nord, lettino girato verso sud, lettino attaccato al lettone, lettino lontano dal lettone (lettino sottosopra!)...;

 

Bagnetto tutte le sere con massaggino rilassante anticoliche con olio alla lavanda, bagnetto due volte in settimana, bagnetto prima della pappa, bagnetto dopo la pappa…;

 

Tetta free, tetta solo prima della nanna, biberon, camomilla…;

 

Luci soffuse con stelline proiettate sul soffitto e dolce ninna nanna o luci accese e Rovazzi in console poco prima…

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LE MAMME E I SENSI DI COLPA

In quanto a sensi di colpa non ci batte nessuno. Ce li facciamo venire per qualsiasi cosa! E più cerchiamo di allontanarli dalla nostra mente, più ritornano belli forti e prepotenti!

 

Sei al lavoro e ti passa per la mente la famosa frase “Non importa la quantità, ma la qualità!”… si come no…

 

Sei a casa e bisogna decidere se giocare con loro o rendere le stanze un campo di battaglia con annesso percorso ad ostacoli.

 

Allora li piazzi davanti alla televisione… sei matta? Non sviluppano la creatività! (Però mamme, se volete leggere un solo capitolo del vostro libero senza grossi sensi di colpa perché non state svolgendo la centesima attività montessoriana, ho letto da qualche parte che leggere davanti ai nostri bambini stimola la loro imitazione e li appassiona ai libri. Vi ho convinte?)

 

Poi leggi articoli di psicologi di spessore che dicono che ai bambini fa bene annoiarsi… ottimo… ma questo include doversi sorbire la cantilena “Mamma, mammaaa, mammamaaaaa, mammmmmmaaaaaa che faccio?”

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LE MAMME, INCONSAPEVOLI COMBATTENTI

Siamo sicuramente in tantissime ad aver provato l’esperienza di vivere un ricovero in ospedale insieme al nostro bambino. Chi solo per un giorno, chi per settimane, chi per mesi, chi per un lungo periodo di vita. Non importa la durata e, FORSE, neppure la gravità della situazione, è sempre un’esperienza intensa e che ci mette a dura prova, mentalmente e fisicamente.

 

Il reparto pediatrico, per quanto colorato e pieno di disegni, porta tanta tristezza. Guardi fuori dalla finestra e vedi sempre lo stesso paesaggio, cambia il tempo, cambiano le persone che camminano per la strada, ma non cambia il tuo stato d’animo. Vorresti solo poter uscire con il tuo bambino.

 

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IL VOSTRO SORRISO, LA MIA FORZA

Reagire non è sempre facile e immediato. Non si sa da dove partire, come fare, e in certi momenti non vorresti proprio farlo, perché il dolore è ancora troppo vivo. Poi al mattino ti svegli e ti ritrovi loro nel lettone, che saltano e ridono come ogni giorno, perché non sanno, non capiscono, o forse ci fanno credere di non capire.

 

In questi giorni in tanti mi hanno detto di farmi forza per loro, perché hanno bisogno della loro mamma, perché la mamma deve essere nel pieno delle forze e serena. La verità, però, è che ho capito che sono loro la mia forza. Per la prima volta del mio essere mamma mi sono lasciata cullare dal loro amore, non sono stata io a cullare loro. Mi sono lasciata andare, con tutte le mie fragilità, per poi farmi raccogliere dalle loro risate sane e spontanee.

 

Tutto appare difficile da affrontare: andare all’asilo, fare la spesa, chiamare un’amica, la quotidianità d’un tratto è proprio quello da cui vorrei scappare. Ma poi una manina stringe forte la mia e mi tira, perché in qualsiasi posto andiamo, lo facciamo correndo e rincorrendoci. Ed ecco che per la prima volta mi permetti di arrivare prima e vincere, senza che tu, offesa, ti butti per terra, perché di solito non ci stai proprio a perdere. Possibile che tu, così piccola, abbia capito tutto?

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CIAO ALE, CIAO GIULIA

Ad una settimana dall’accaduto credo sia giusto dire qualcosa. E lo faccio qui, anche se qualcuno penserà sicuramente che non centra nulla con il mio blog. Ma è il mio strumento per parlare, sfogarmi, raccontare della mia vita. E quello che è successo è la mia vita. Ha colpito la mia famiglia, anche se si tratta di quella lavorativa.

 

Sì perché Gabrielli & Partner non è solo una studio di marketing. È una squadra, è un gruppo legato e affiatato. È, ripeto, una famiglia. Siamo sempre stati molto attenti e gelosi nell’inserire nuovi professionisti nella nostra bolla, nel nostro ufficio, nei nostri progetti. Perché la nostra priorità era tutelare l’energia che si respirava ogni giorno, la totale sinergia e complicità in cui avevamo la fortuna di lavorare.

 

Così lentamente siamo cresciuti, Davide ed io, poi Daniele, Giulia, Ilaria, Ale e per ultima Elisa. I nostri giovani! Fieri di loro e totalmente orgogliosi di aver avuto la fortuna che avessero scelto noi, Linda e Davide Gabrielli. La squadra poi stava crescendo sempre di più, con Andrea, Claudio, Matteo, Denis. E ognuno di noi si incastrava perfettamente con ogni singolo componente della squadra. Chiamatela magia, fortuna o passione per il nostro lavoro, ma era tutto davvero totalmente perfetto.

Fino a sabato scorso, quando dopo una delle nostre tante cene e momenti di condivisione e gioia, in pochi secondi la magia si è spenta.

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ALIMENTAZIONE SANA A SCUOLA E IN FAMIGLIA

La settimana scorsa, presso la scuola materna di Predazzo, si è svolto un interessante incontro sull’alimentazione sana a scuola e in famiglia, condotto dal Dott. Andrea Maino, dietista, insegnante e consulente della Federazione provinciale delle scuole materne di Trento.

 

La serata aveva come primo obiettivo quello di trasmettere l’importanza di creare un rapporto sano con il cibo, poiché solo dopo arriva automaticamente anche l’assunzione il cibo sano. Spesso noi mamme abbiamo un approccio troppo forte, impositivo e apprensivo nei confronti dell’alimentazione, perché cerchiamo di trasmettere la nostra protezione anche attraverso il cibo. Mentre, per il bambino, questo serve esclusivamente per nutrirsi quando si ha fame.

 

Italia e Grecia detengono il più alto tasso in Europa con bambini in sovrappeso, nonostante la nostra famosa dieta mediterranea… quindi cosa c’è che non va? Succede che i nostri bambini assumono eccessivamente proteine, zuccheri semplici e sodio, mentre risulta carente l’apporto di ferro e fibre.    

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COPPETTE PER L'ALLATTAMENTO

Con Lavinia, durante l’allattamento, ho usato le classiche coppette assorbilatte di cotone usa e getta.

Ricordo ancora la sensazione: scomode, appiccicose con il caldo, umide quando erano piene di latte.

 

Con Lorenzo, invece, la svolta: un giorno stavo navigando su internet sui miei siti preferiti per mamme e bimbi e per caso le ho viste… le coppette assorbilatte in seta LAVABILI del marchio svedese Boob.

 

Sottilissime, sono composte all’esterno da uno strato di morbida seta naturale al 100%, mentre in mezzo hanno uno strato assorbente in 100% cotone bio, impermeabile e traspirante, che trattiene le perdite di latte.

 

La seta ha proprietà anti-infiammatorie e dà sollievo ai capezzoli infiammati e doloranti, mentre la parte color carne assicura discrezione nell’indossarle.

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SHOPPING ONLINE PER TUTTA LA FAMIGLIA!

Dobbiamo farcene una ragione, l'estate è ormai solo un ricordo... e non so da voi, ma qui in Val di Fiemme è già praticamente inverno. Questo significa che una delle peggiori attività casalinghe non può più essere posticipata: il cambio armadio! Per 4!

 

Di positivo c'è che quello dei bambini è - azzarderei dire - piuttosto rapido: crescono talmente in fretta che si salva ben poco da una stagione all'altra.

 

E questo significa fare shopping. E non per noi care mamme.

Però dai, di seguito vi propongo una serie di siti dove tra un body e l'altro, un acquisto anche per noi ci sta!

 

Nella maggior parte di questi portali, inoltre, iscrivendosi, si ottengono dei codici sconto per i primi acquisti!

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BUON PRIMO COMPLEANNO LORENZO

Ed eccoci qui, 23 settembre 2016. Il giorno del tuo primo compleanno piccolo mio.

 

E tu che mi combini? Febbre e raffreddore. Così dopo una notte insonne alla quale non sono più abituata mi fermo e sorrido. Oggi ho deciso di stare a casa con te, il lavoro può aspettare fino a lunedì ormai.

 

Non è che ti sei ammalato volutamente piccolo teppistello mio? Perché oggi, proprio come un anno fa, siamo di nuovo tu ed io, da soli. Ok sto scherzando, ma mi piace credere a questa piccola coincidenza.

 

Così adesso che tu dormi qui al mio fianco, ti guardo e scrivo. Dopo troverò anche il tempo per iniziare a pensare alla tua torta di compleanno, ma intanto mi fermo un attimo.

 

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è BELLO AVERE FIGLI?

Oggi un ragazzo che conosco mi ha chiesto: “E’ bello avere figli?” La domanda mi ha inizialmente spiazzato. “Bhe, sì, certo che è bello”.

 

Che domanda è, ho pensato. La classica stupida domanda di chi non ha figli e magari non ne vuole neppure avere. La solita domanda che mi fanno tutti i miei coetanei che non hanno ancora figli e che vogliono raccontarmi con presunzione di avere una vita eccitante e piena di cose da fare, gente da vedere, libertà, spensieratezza e bla bla bla.

 

E invece no. La cosa è andata avanti, stupendomi piacevolmente. Sì perché è stata la prima volta in cui ho ascoltato un “non-genitore” riuscire a descrivere quello che si prova ad avere figli, in modo profondo e reale, andando oltre alle banalità e concetti scontati e ascoltati un’infinità di volte.

 

Avere figli è un dono, una seconda possibilità che viene data a noi adulti. Sta a noi scegliere se coglierla o no.

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DUE FRATELLI, UNA STANZA

Quando ero in dolce attesa di Lorenzo abbiamo rivoluzionato la casa per creare il suo nido, la sua cameretta. Sposta i vestiti, trova un altro spazio per l’aspirapolvere, compra una nuova scarpiera per le scarpe di uno, due, tre e presto quattro Gabrielli.

 

“È assolutamente fondamentale che Lorenzo abbia la sua stanza… non sia mai che Lavinia si svegli quando Lorenzo mi chiamerà per le poppate notturne… e poi vuoi mettere quanti germi si passerebbero l'un l’altro?”

 

E ieri che ho fatto? Ho di nuovo mobilitato tutta la famiglia per metterli nella stessa stanza. Sì, avete capito bene. Gli ho uniti, volutamente. 

Ho sempre dormito con mio fratello, per scelta in una casa, per necessità in un’altra. Crescendo gli scontri sono stati tantissimi, la voglia di stare da soli, di avere i propri spazi, di non dover litigare per studiare la sera o per abbassare il volume della TV.  

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BRACCIALE "SEMIPERDO"

La partenza per New York è sempre più vicina e piano piano sto facendo la spunta a tutte le cose da fare! Di pensieri riguardo a quello che ci aspetta ne sto facendo tantissimi, positivi e un po’ meno… tra cui la paura di tutti noi genitori: perdere di vista il proprio bambino anche solo per un secondo e non trovarlo più.

 

Lo so, che angoscia, ma può accadere! Ho quindi fatto una breve ricerca su web e ho trovato il braccialetto “SEMIPERDO”, una soluzione semplice e pratica per essere più tranquilli in caso di smarrimento.    

 

Creato con un tessuto tecnico e con circuito elettronico passivo, il bracciale è privo di batteria e non necessita di nessuna manutenzione o ricarica. Sono quindi innocui, infatti non emettono onde, e possono essere lavati anche in lavatrice!

 

Appena ricevuto il prodotto, è bastato collegarmi all’indirizzo web stampato sul braccialetto (nella foto ho eliminato il codice alfanumerico privato che identifica il nostro braccialetto) e si è immediatamente avviata la procedura di registrazione dei dati di noi genitori. Le informazioni vengono memorizzate su server cloud, quindi totalmente sicure e inalterabili.

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VI SPIEGO PERCHE'NON RIESCO A SCEGLIERE TRA FIGLI E MARITO

Ultimamente mi capita di leggere articoli dove si dichiara che l’amore per i propri figli sarà sempre maggiore rispetto a quello che si può provare per un marito o, al contrario, articoli di mamme che sostengono con forza che il proprio marito sarà sempre al primo posto.

 

Eh niente…  non riesco proprio a fare la mia scelta.

 

Leggo la prima tipologia di articolo e sono d’accordo con tutto, razionalmente ed emotivamente. Leggo il secondo tipo di dichiarazione e mi conquista, da inguaribile romantica quale sono.

 

Quindi non riesco ad avere una mia opinione a quanto pare… No, a dirla tutta, ce l’ho: mi sembra una cosa un po’ sciocca, ecco.

È come voler decidere a tutti i costi se è nata prima la gallina o l’uovo. Come si possono classificare amori così diversi?    

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LA PRIMA NOTTE SENZA DI TE

Ero convinta che con te sarebbe stato diverso, perché con te, che sei il secondo, è tutto diverso.

 

So esattamente come attaccarti al seno la prima volta che ti prendo tra le braccia, come so esattamente cambiarti il pannolino e sorreggere la tua testolina mentre ti tengo in braccio.

 

Poi inizi a crescere, ma sono sempre pronta e preparata a tutto: alla preparazione delle prime pappe, alla pomata giusta per il tuo primo dentino, non vado in crisi trenta minuti prima di uscire perché non so quanto coprirti e ad ogni tuo pianto agisco a colpo sicuro perché so di cosa hai bisogno.

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IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI NEONATI

A volte, mentre corro distratta per casa inseguendo Lavinia, strattonando l'aspirapolvere o cercando disperatamente le chiavi della macchina, mi capita di fermarmi davanti alla libreria e ammirare i suoi colori. E' successo proprio oggi e il mio sguardo si è fermato su un libro. Improvvisamente ho rivissuto i ricordi e le emozioni nuove, inconsapevoli e contrastanti che si provano durante la prima gravidanza.

 

L'ho preso in mano e l'ho sfogliato velocemente, annusando il profumo delle sue pagine. "Il linguaggio segreto dei neonati"... questo è il titolo. E' un libro molto discusso, sia in positivo che in negativo. Io personalmente mi sento di consigliarlo a tutte le future e neo-mamme. Non tanto per seguire alla lettera ogni passaggio del metodo suggerito dall'autrice Tracy Hogg, ma per leggere un libro che, a differenza dei tanti manuali scientifici che ci propongono sulla gravidanza, racconta in modo semplice e a tratti emozionale il primo contatto con il nostro bambino. "Bambino che è una persona con un linguaggio, dei sentimenti e una personalità unici, e per questo merita rispetto."

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#NINNANANNADELPESCEBLU

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NASINO SALVO GRAZIE A PURELAN 100 DI MEDELA

Ho conosciuto questa crema con la prima gravidanza e da allora non ne posso più fare a meno!

 

Purelan 100 di Medela in pura lanolina, nasce come crema per capezzoli. Grazie, infatti, ad una intensa idratazione e alla creazione di una barriera protettiva, aiuta a prevenire e ad attutire i disturbi dei capezzoli irritati (e dolori... diciamocelo!) durante la gravidanza e l'allattamento.

 

Il vantaggio è che, essendo costituita da ingredienti completamente naturali, è sicurissima sia per noi mamme che per il bambino, a tal punto che non deve essere rimossa prima di allattare! Comodissimo!

 

Adesso, però, la uso per tantissimi altri motivi, come ad esempio pelle secca di tutta la famiglia, labbra e nasini sgocciolanti! Ora che Lavinia ha - di nuovo - il raffreddore (estate ti supplico vieni qui!!!), mi basta metterle un po' di crema Purelan 100 sul nasino e addio lamentele di bruciore e crosticine!

 

Future/neo/avviate mamme, la superconsiglio!

 

 

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UNA MAMMA BIS

Si dice che diventare mamma bis sia più semplice, perché si ha l'esperienza dalla propria parte e perché si sa già a cosa si va incontro.

Una mamma bis non deve più pensare a passeggini, lettini e accessori da acquistare e, in caso di un secondogenito dello stesso sesso del primo, non deve neppure preoccuparsi del guardaroba del futuro bebè.

Una mamma bis vive in maniera molto già leggera la seconda gravidanza, così come il secondo arrivato. Insomma, una mamma bis non ha nulla di che preoccuparsi!

 

Ok... c'è qualcosa che non mi torna...

 

Il mio diventare una mamma bis è stato ed è tutt'ora un percorso in salita, pieno di dubbi, incertezze e sensi di colpa. Verso la mia prima bimba, verso il mio secondo ma primo bimbo, verso il papà.

Il mo diventare una mamma bis è una quotidiana concentrazione nel non sbagliare. Per non ferire nessuno. Ma come può una mamma ferire i propri figli? Eppure succede... e lo vedi negli occhi della bimba grande quando le dici che ora non puoi disegnare con lei perché il bimbo piccolo deve mangiare la sua pappa. E lo rivedi negli occhi del bimbo piccolo quando giochi in modo complice, fisico e chiassoso con la bimba grande.

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AUGURI A TUTTE LE MAMME DEL MONDO!

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idee per la festa della mamma

La festa della mamma è una ricorrenza che in Italia cade sempre la seconda domenica di maggio e questo anno è esattamente domani, l'8 maggio. 

 

Che cosa fare quindi per festeggiare questo evento? Personalizzate la giornata in base ai gusti della mamma! E anche se continua a dichiarare che non le interessano queste feste e che non le importa festeggiare, fidatevi, in fondo in fondo non è così!

 

Non serve fare nulla di stratosferico o esageratamente impegnativo, molto probabilmente alla mamma le basterà un semplice fiore raccolto nei prati per renderla felice! L'importante è ricordarsi di questa giornata e trascorrerla insieme! 

 

Una bella idea per tutta la famiglia potrebbe essere quella di andare al Muse di Trento (www.muse.it): con i bambini più piccoli fino ai 5 anni si può esplorare lo spazio "Maxi Ooh!", un percorso di esplorazione e sperimentazione sensoriale, mentre per i più grandi c'è l'ultima giornata del "Parco dei mestieri", un'attività organizzata con la collaborazione di Trento Film Festival dove è possibile svolgere attività dedicate alla scoperta di mestieri di montagna  a contatto con la natura.

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