DUE FRATELLI, UNA STANZA

Quando ero in dolce attesa di Lorenzo abbiamo rivoluzionato la casa per creare il suo nido, la sua cameretta. Sposta i vestiti, trova un altro spazio per l’aspirapolvere, compra una nuova scarpiera per le scarpe di uno, due, tre e presto quattro Gabrielli.

 

“È assolutamente fondamentale che Lorenzo abbia la sua stanza… non sia mai che Lavinia si svegli quando Lorenzo mi chiamerà per le poppate notturne… e poi vuoi mettere quanti germi si passerebbero l'un l’altro?”

 

E ieri che ho fatto? Ho di nuovo mobilitato tutta la famiglia per metterli nella stessa stanza. Sì, avete capito bene. Gli ho uniti, volutamente. 

Ho sempre dormito con mio fratello, per scelta in una casa, per necessità in un’altra. Crescendo gli scontri sono stati tantissimi, la voglia di stare da soli, di avere i propri spazi, di non dover litigare per studiare la sera o per abbassare il volume della TV.  

Eppure, quello che più ricordo, sono i momenti di condivisione con lui. Da piccoli la fantasia galoppa e galoppa ma, senza un valido compagno di giochi, i pirati e le sirene fanno fatica a diventare reali! Figuriamoci giocare una partita di calcio, da soli è impossibile!

 

Dormire nella stessa stanza vuol dire avere una persona fidata con cui parlare la notte prima di addormentarsi.

Dormire nella stessa stanza ti permette di giocare al buio sotto le coperte con una torcia rubata di nascosto al papà.

Dormire nella stessa stanza significa fingere e chiudere gli occhi quando la mamma viene a controllare se si sta dormendo dopo aver ripetuto per la centesima volta che è tardi e domani si va a scuola.

 

Ed è proprio questo che auguro ai miei bambini. Per loro sogno complicità, sostegno reciproco, lealtà. Perché cresceranno e io non potrò essere sempre presente per difenderli, ma loro sì, saranno uno la guida dell’altro e potranno sorreggersi nei momenti più difficili, quando il mondo dei grandi sarò troppo distante da loro e non vorranno confrontarsi né con la mamma, né con il papà.

 

Per avere la propria camera c’è tempo. Quando me lo chiederanno rivoluzioneremo di nuovo le stanze della casa, ma per il momento, piccoli miei, divertitevi, saltate, urlate e raccontatevi segreti notturni prima di ritrovarvi nei vostri sogni a inseguire un drago e a difendere una principessa!

 

Che fine ha fatto la cameretta di Lorenzo? L’abbiamo trasformata in una meravigliosa stanza dei giochi, dove possiamo essere tutto quello che vogliamo: degli chef di altissima cucina, dei bravissimi ballerini, dottori, musicisti, artisti, e chi ne ha più ne metta! Che poi altro non è che la stanza dove lanciare tutti i loro giochi per poi chiudermi la porta alle spalle e illudermi di avere una casa ordinata. Ecco.



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