CIUCCIO E BIBERON: AMICI O NEMICI?

oggi parliamo con: elena, logopedista

Care mamme, vi siete di certo chieste fino a che età è bene che il bambino faccia uso del ciuccio e del biberon, in questo articolo cercheremo di approfondire proprio questo tema.

 

Nel mio lavoro spesso trovo piccole difficoltà che sono legate proprio a queste abitudini che a volte impediscono l’evoluzione del bambino e frenano la conquista dell’equilibrio muscolare orale e del volto.

Ma facciamo un passo in dietro: il bambino, ancora prima della nascita, dalla 13 settimana di vita intrauterina,  compie dei piccoli atti deglutitori (del liquido amniotico)  facendo scivolare la lingua attraverso le piccole arcate in formazione.

 

Poco a poco il bimbo diventa più grande ed a volte porta anche il pollice alla bocca ancora nella pancia della mamma, allenando ancor di più questo meccanismo. Quando il piccolo nasce prende il latte dal capezzolo materno mettendo in atto quello che ha fisiologicamente ha imparato prima: la  suzione. La lingua occupa gran parte del cavo orale, compie dei movimenti orizzontali e la mandibola la accompagna attivamente sostenendola. Le labbra avvolgono il capezzolo, iniziando una piccola palestra per la muscolatura del volto e della bocca. Questa palestra è fondamentale per lo sviluppo armonico del volto inferiore e successivamente anche del linguaggio.

 

Verso i 5- 6 mesi il bambino è fisiologicamente pronto per variare la sua alimentazione, la bocca cresce e la lingua in proporzione rimane più piccola, riesce quindi a muoversi in diverse direzioni, è infatti il momento in cui il bimbo muove i suoi primi goffi tentativi di Lallazione sperimentando i primi movimenti articolatori del linguaggio. A questo punto è anche possibile introdurre la tazza, anche se il liquido verrà perso ai lati per qualche tempo. Progressivamente i suoni prodotti si arricchiscono ed affinano, parallelamente ai primi morsetti di solido... il grissino, la mela nella retina, il biscotto.

 

Pensateci, la palestra sta funzionando: il bambino arriva alle prime parole quando la mandibola ha avuto modo di stabilizzarsi masticando e assumendo il liquido al bicchierino.

 

Poco a poco evolve e si modifica anche la deglutizione e la posizione della lingua a riposo. Se saltiamo avanti di qualche anno ed andiamo ad osservare la bocca di un bambino a sette anni che non ha mai impiegato biberon o ciuccio, in assenza di patologia delle vie aeree (adenoidi o tonsille ingrossate ad esempio) vedremo che la muscolatura è equilibrata, le labbra sono chiuse e la lingua è posizionata al palato. Gli atti deglutitori verranno messi in atto con l’appoggio al palato che massaggiato dalla lingua stessa assumerà la forma adeguata (in assenza di anomalie ereditarie), facendo posto ai denti permanenti.

 

E con il biberon cosa cambia?

Il biberon è uno strumento eccezionale inventato per aiutare le mamme ad alimentare i bambini in condizione di difficoltà, quando il latte non c’è, quando il latte della mamma crea problemi, in caso di traumi neonatali o semplicemente perché la mamma a volte non può essere disponibile. Non va di certo stigmatizzato, anzi, ma se possibile limitarne l’uso privilegiando appena possibile durante lo svezzamento l’uso della tazza e del bicchiere. Questo perché la tettarella del biberon, che è meno morbida del capezzolo materno, tende ad entrare più in profondità nella bocca del bambino, limitando la possibilità della lingua di muoversi attivamente per spremere, la mandibola non si muove come potrebbe e le labbra rimangono inattive.

 

Va a mancare tutta quella palestra che permette progressivamente di raggiungere un buon tono di base per conquistare un’articolazione precisa, una respirazione nasale fisiologica e, tanto più avanti viene conservato il meccanismo di suzione neonatale, tanto più sarà ritardato il posizionamento della lingua al palato che consente la crescita di una dentatura adeguata.

 

La mancanza della "r"  l’interdentalità della "s" e della "z", della "t" e della "d" (come Jovanotti per intenderci) ed altri difetti articolatori mettono lo loro basi proprio in queste abitudini scorrette che è possibile evitare in modo molto semplice di contribuirvi. Dal punto di vista ortodontico invece andiamo ad evitare in gran parte i dentini storti e delle noiosissime sedute di logopedia 😜 per costruire, a sette anni, quello che si sarebbe costruito in modo naturale evitando il biberon.

 

Lo stesso vale per il ciuccio naturalmente e per il dito in bocca, se possibile cercate di evitare fin da subito che il bambino prenda queste abitudini. Entrambi hanno un ruolo consolatorio del neonato in assenza della mamma e di certo possono essere presenti, ma con la consapevolezza che vanno abbandonati il prima possibile... e il ciuccio è bene regalarlo al topolino subito dopo l’anno, se non passa prima a prenderlo 😉

 

Dott.ssa Elena Zanon



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