VOGLIO TOGLIERE LE ROTELLE!

 

"Mamma, voglio togliere le rotelle alla mia bici!". Ha esordito Lorenzo, dopo aver visto che una sua amica dell'asilo aveva imparato ad andare senza le rotelle.

 

Allora proviamo! E così, il piccoletto, al primo colpo è partito. Mi ha preso così alla sprovvista che non ho neppure immortalato il momento con un video... 

 

Ma andiamo con ordine: vi racconto un pò come ci siamo sempre comportati sia con Lavinia che con Lorenzo. Verso l'anno e mezzo, dopo aver imparato a camminare e a correre con sicurezza, hanno iniziato ad utilizzare la bici senza pedali (questa qui in foto per intenderci).

 

Per la mia esperienza, è davvero un ottimo prodotto che mi sento di consigliare a tutti! Dopo i primi minuti, giorni o settimane di incertezza e di sconforto, non appena i bambini capiscono come coordinare il movimento, non li ferma più nessuno! Li vedrete sfrecciare con le gambine in movimento perché in quattro e quattr'otto sviluppano un senso dell'equilibrio da fare invidia... Provare per credere!

Il passaggio successivo è la bici con i pedali, passando o meno dalle rotelline, a seconda del bambino!

 

Con Lavinia, ad esempio, dopo due tre giorni con le rotelle, mi ero accorta che, quando prendeva velocità, riusciva a pedalare in equilibrio... così abbiamo provato a toglierle ed è subito partita!

 

Abbiamo voluto provare a fare la stessa cosa con Lorenzo, ma niente! Non riusciva a capire il meccanismo dei pedali... e in effetti il motivo era semplice: a differenza della sorella, lui non aveva mai voluto andare con il triciclo, quindi non aveva mai avuto l'occasione di imparare a pedalare. Così abbiamo deciso di mettere le rotelline alla bici per un paio di settimane, fino a quando lo abbiamo visto sicuro nella pedalata. Oggi Lorenzo non ha ancora metabolizzato la partenza, ma con una piccola spinta riesce a pedalare autonomamente in equilibrio ed è super fiero della sua conquista!

 

Ma quali sono i passaggi che portano il bambino ad apprendere il meccanismo della bici?

 

Non appena inizia a stare in piedi e a camminare, il bambino è fortemente attratto dagli oggetti che si possono montare e dai mezzi per il movimento. E per noi genitori arriva il momento di valutare gli strumenti e le tempistiche più adatte per stimolare questa attitudine: un cavallo a dondolo, un triciclo, un monopattino, una bici e chi più ne ha, più ne metta!

 

Inizia quindi una magica fase di esplorazione e scoperta, dove il bambino impara a confrontarsi con il proprio corpo e ad esplorare nuove dinamiche di movimento e coordinamento. Bambino che può rivelarsi un tranquillone, sereno e pacato, oppure un vero e proprio kamikaze, spericolato e temerario! Poi abbiamo il bambino che ha paura, quello che non è minimamente interessato o il bambino che agisce solo per imitazione. Sappiamo bene quante personalità può avere un bambino e, allo stesso tempo, quanto è imprevedibile il loro modo di comportarsi e di approcciarsi alle novità e al movimento! Ognuno ha le proprie predisposizioni, le proprie preferenze e, soprattutto, i propri tempi!

 

Sì, fino a qui, siamo tutti d’accordo vero? Nella teoria tutto fila liscio, nella pratica invece, per noi adulti, può diventare una grande prova di pazienza e di nervi saldi il vivere queste fasi evolutive legate al movimento! Personalmente, essendo un’amante dello sport e dell’attività fisica in generale, quando Lavinia appariva ai miei occhi scoordinata, capricciosa e svogliata, dovevo chiudere gli occhi, respirare e contare fino a dieci! Nella mia testa imparare a pedalare sul triciclo era una sciocchezza: te lo mostro una, due, tre volte… ti spingo da dietro… ti incito… ti spiego… quindi? Perché non vai??? Semplicemente perché non era ancora pronta. Ora l’ho capito.

Poi, verso i due anni di Lavinia, incuriosita dalle biciclette senza pedali che vedevo in giro, ho iniziato a documentarmi qua e là sui concetti che i bambini devono apprendere per iniziare ad approcciarsi al mondo della bici: direzione, movimento del pedalare, azione del frenare ed equilibrio.

 

1. DIREZIONE. Il bambino deve comprendere in che modo avviene il cambio di direzione a destra e a sinistra. Questo è sicuramente un concetto che riescono a sviluppare piuttosto rapidamente e senza grosse difficoltà e per farlo va benissimo qualsiasi mezzo con il manubrio. Per iniziare, però, vi consiglio un triciclo che abbia la possibilità di aggiungere la barra per l’adulto: in questo modo si eliminano le varianti del pedalare, dell’equilibrio e del frenare e il bambino riesce, così, a concentrarsi esclusivamente sulla direzione.

 

2. PEDALARE. Questa azione, per la maggior parte dei bambini,  è già meno scontata e non è detto che venga acquisito subito. Occorre esercitazione, fino a che, come per magia, il bambino arriva a comprendere il movimento.

 

3. FRENARE. In fase di acquisto della bicicletta, assicuriamoci che i freni siano piuttosto morbidi e che la manina del nostro bambino riesca ad arrivare a tirare il freno mantenendo la mano sull’impugnatura del manubrio. Se è troppo distante, potrebbe andare a compromettere l’aspetto dell’equilibrio in fase di movimento. Un aspetto alquanto sconcertante è che i bambini imparano immediatamente il nesso causa-effetto: tirando sulla leva, la bici si ferma. Altra discorso, invece, è la pratica. Preparatevi pure a rincorrerli mentre il vostro battito inizierà a salire per l’angoscia. A urlare come dei pazzi “Frena! Frena! Frenaaaa”. A innervosirvi perché i bambini saranno improvvisamente sordi a questo vostro ammonimento. A raccogliere pezzi di bici e disinfettare scorticamenti vari perché finiranno contro una siepe, un muro o direttamente per terra. Ma tranquilli, prima o poi anche loro capiranno quando sarà il momento di mettere in pratica questa azione del frenare!

 

4. EQUILIBRIO: per esperienza, per sviluppare questo punto, come vi ho già detto consiglio assolutamente la bicicletta senza i pedali. Con le rotelle il bambino è piuttosto saldo al terreno e non può approcciarsi al concetto di equilibrio. La bici non si inclina mai, come invece poi accade. Mentre, la bicicletta senza pedali, rappresenta un ottimo strumento per sviluppare l’equilibrio.

Chiaramente non è per niente immediato apprendere ad utilizzare questa tipologia di bici: dopo l’iniziale curiosità e gioia del nuovo regalo, non appena monteranno su questa bicicletta e si renderanno conto che non riescono a procedere neppure di un metro, la lanceranno al suolo. Il tutto condito da una lunga serie di pianti e capricci. Probabilmente non ne vorranno più sapere per ore/giorni/settimane/mesi, ma un giorno torneranno all’attacco e, prova dopo prova, capiranno il movimento e vedrete i loro piedini muoversi velocissimi sull’asfalto! I primi passi saranno ravvicinati e slegati, per poi lentamente diventare più ampi fino a quando noterete che in alcuni passaggi (soprattutto nei tratti in discesa) il bambino non appoggerà neppure un piede. Avrà, cioè, sviluppato il senso dell’equilibrio, in totale autonomia e naturalezza!

 

In fase di scelta della bici senza pedali, una cosa molto importante è che il bambino riesca ad appoggiare totalmente ed entrambi i piedi al suolo. E quando si può iniziare con la bicicletta senza pedali? Come sempre dipende dal bambino: è consigliata già a partire dai due anni, ma non c’è fretta!

 

Ah, per concludere aggiungerei un quinto punto: non dimentichiamoci mai il casco! La libertà del movimento ha più valore se avviene in sicurezza!

 

Linda

#mammadolomitica

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